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Il blocco selettivo del recettore CB1 dei cannabinoidi nel tessuto adiposo aumenta la spesa energetica e riduce il peso

Blocco selettivo del recettore CB1 dei cannabinoidi nel tessuto adiposo

 

L’aumento dell’incidenza di obesità, specialmente tra i bambini e gli adolescenti, è attualmente uno dei principali problemi di salute pubblica. Il trattamento farmacologico dell’obesità è complicato dalle strette relazioni tra sistema nervoso centrale e organi periferici, tanto che la maggior parte dei farmaci utilizzati è gravata da rilevanti effetti collaterali. L’obesità è causata da uno squilibrio cronico tra assunzione e spesa di energia. Il sistema degli endocannabinoidi (ECS) è un sistema neuromodulatore costituito da cannabinoidi endogeni che attivano due recettori ben caratterizzati chiamati CB1 e CB2, e da diversi enzimi regolatori. La stimolazione del recettore CB1 stimola il consumo di cibo aumentando l’appetito, mentre il blocco del recettore causa ipofagia. Farmaci bloccanti il recettore CB1, come il Rimonabant, efficaci anti-obesità nell’uomo sono stati ritirati dal commercio perché legati a un aumento di sintomi collaterali di tipo psichiatrico (depressione e disturbi dell’umore). Il recettore CB1 è, però, espresso anche sulle membrane degli adipociti dove controlla l’omeostasi energetica. Lo studio dimostra che la specifica eliminazione del recettore nel tessuto adiposo bianco (topi AtiCB1KO), quello normalmente deputato all’accumulo dei grassi, lo trasforma in grasso bruno termogeneticamente attivo. In particolare, oltre a aumentare l’innervazione simpatica del tessuto adiposo bianco, l’eliminazione del recettore CB1 aumenta il reclutamento dei macrofagi di tipo 2 (M2). Tali M2 hanno dimostrato la proprietà di sintetizzare e rilasciare noradrenalina nel grasso bianco promuovendo la trasformazione di questo in grasso bruno termogeneticamente attivo. I topi AtiCB1KO sono resistenti alla dieta ingrassante (HFD), così come l’induzione della delezione genica del recettore in topi già obesi è in grado di ridurne il peso e di migliorarne il profilo metabolico. Dunque, si può immaginare che antagonisti selettivi del recettore CB1 che agiscano solo a livello periferico, senza attraversare la barriera emato-encefalica, potrebbero risultare di notevole interesse nella terapia dell’obesità. Tali molecole sarebbero prive di effetti collaterali a livello centrale. E probabilmente potrebbero risultare utili in patologie diverse dall’obesità, in cui i macrofagi giocano ruoli importanti.  

 

Ruiz de Azua et al., Adipocyte cannabinoid receptor CB1 regulates energy homeostasis and alternatively activated macrophages. J Clin Invest. 127(11): 4148-4162, 2017. doi:10.1172/JCI83626.

 

Contatti:
Enzo Nisoli
tel. 02 50316956 (Ufficio) – 02 50317116 (Laboratorio)
07 novembre 2017
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