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La "geometria" del gioco della seduzione tra gli animali

gallo_forcello_credits-F. Veronesi

Una ricerca, appena pubblicata su Scientific Reports - Nature Publishing Group, che ha coinvolto fisici dei sistemi complessi ed etologi dell'Università Statale, ha scoperto come per molte specie animali nella competizione tra i maschi per l'accoppiamento giochi un ruolo fondamentale la localizzazione geometrica dei "pretendenti" all'interno dei misteriosi "lek"le arene nelle quali i maschi si sfidano per conquistare le femmine.

Allo studio hanno partecipato i professori Fabio Giavazzi del dipartimento di Biotecnologie mediche e Medicina traslazionaleNicola Saino del dipartimento di Scienze e Politiche ambientali e Alberto Vailati del dipartimento di Fisica "Aldo Pontremoli".

Dal punto di vista evolutivo gli studiosi cercano da tempo di capire come funzioni questo "gioco delle coppie" (trasversale a molte specie animali) che porta ad aggregazioni di esemplari maschi di rango elevato e di rango inferiore - da poche decine per i vertebrati, fino ad alcune migliaia di esemplari per gli insetti.

Gli studiosi dell'Università Statale, mediante un lavoro interdisciplinare, hanno verificato che in queste arene gli esemplari si collocano secondo particolare distribuzione territoriale, uno schema dalle specifiche proprietà geometriche, applicabile a diverse specie e che svolge un ruolo funzionale al meccanismo della competizione.

Usualmente gli animali territoriali suddividono il loro habitat in regioni di dimensioni simili: ogni individuo, infatti, tende a mettersi al centro del suo territorio e in questo posizionamento occupa uno spazio che porta a una distribuzione uniforme degli individui. Secondo i ricercatori, nel caso in cui sia presente una gerarchia, la distribuzione uniforme viene alterata dal fatto che tutti gli individui prediligono la vicinanza con i maschi di rango elevato.

In tal modo, ed è questo il risultato di maggior rilievo dello studio, l'aggregazione intorno ai maschi di alto rango determina una riduzione significativa del numero di maschi subordinati che competono direttamente con loro, con tutti i vantaggi socio-sessuali derivanti per i maschi di alto rango dalla ridotta competizione. I maschi di rango inferiore, invece, beneficiano di opportunità riproduttive marginali, rese possibili proprio grazie al grande numero di femmine che visitano il lek: opportunità di cui in sostanza non fruirebbero se non partecipassero alla competizione.

In particolare, il raffronto del modello messo a punto dagli scienziati con dati di campo su popolazioni di otarde mostra come ogni lek sia dominato da pochi maschi di rango molto elevato, indicando chiaramente la presenza di una gerarchia piramidale.

In sostanza, nei lek i maschi di alto rango beneficiano quindi non solo in termini di opportunità di accesso a un elevato numero di femmine, ma anche per la posizione di vantaggio che deriva loro dalla tendenza dei maschi subordinati ad aggregarsi attorno ai maschi di alto rango.

 

Contatti

·        Fabio Giavazzi
DIPARTIMENTO DI BIOTECNOLOGIE MEDICHE E MEDICINA TRASLAZIONALE
fabio.giavazzi@unimi.it
0250330344

·        Nicola Michele Francesco Saino
DIPARTIMENTO DI SCIENZE E POLITICHE AMBIENTALI
nicola.saino@unimi.it
0250314808

·        Alberto Vailati
DIPARTIMENTO DI FISICA
alberto.vailati@unimi.it
0250317339

 

23 ottobre 2018
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