Logo Università degli Studi di Milano



 
 
Notizie  

La sclerosi valvolare aortica migliora la predizione della mortalità a breve termine in pazienti con aterosclerosi coronarica documentata

Short term mortality AVSc

Significativo aumento della mortalità a breve termine nei pazienti con sclerosi valvolare aortica (AVSc), sia nel modello non aggiustato (A) che in quello aggiustato per Propensity Score (B).

 

 

La sclerosi valvolare aortica (AVSc) è un ispessimento non uniforme dei lembi valvolari che si riscontra nel 30% delle persone di età superiore ai 65 anni e in oltre il 40% delle persone di età superiore ai 75 anni.  L’AVSc correla con i fattori di rischio vascolari, con l’aterosclerosi subclinica e con le malattie coronariche. Nella popolazione generale, inoltre, è in grado di predire la mortalità cardiovascolare a lungo termine, anche dopo aggiustamento per fattori di rischio cardiovascolari e aterosclerosi clinica. 

In questo studio, abbiamo valutato la capacità di AVSc di predire la mortalità a breve termine in pazienti con aterosclerosi coronarica documentata, tale da richiedere un intervento di rivascolarizzazione cardiaca.

In particolare, abbiamo analizzato in modo retrospettivo la mortalità a 90 giorni di pazienti sottoposti a by-pass coronarico presso il Centro Cardiologico Monzino, in un periodo di dieci anni. Tutti i pazienti sono stati sottoposti ad ecocardiografia prima dell’intervento di rivascolarizzazione. L'AVSc è stata identificata secondo i criteri descritti dalle linee guida, in particolare: lembi valvolari con ispessimento non uniforme o con aree calcifiche discontinue, in assenza di un gradiente transvalvolare significativo (velocità aortica massima <2,5 m/s).

Nello studio sono stati inclusi 2244 pazienti, di cui 1352 presentavano lembi valvolari normali e sono stati classificati come no-AVSc, mentre i restanti 892 (39.8%) avevano un ispessimento non uniforme dei lembi aortici e sono stati classificati come AVSc. Non sono state osservate differenze significative tra i due gruppi in termini di gravità della malattia coronarica.

A 90 giorni dall’intervento, 2215 pazienti erano ancora vivi e 29 erano deceduti per cause cardiache.

Le curve di Kaplan-Meier, stratificate per presenza/assenza di AVSc, mostrano un significativo aumento della mortalità a breve termine nei pazienti con AVSc. Infatti, a 90 giorni dall’intervento di rivascolarizzazione, il tasso di mortalità nei pazienti con AVSc era del 2,6% rispetto allo 0,6% nei pazienti senza AVSc. Inoltre, la predizione della mortalità a breve termine era migliore nel modello in cui erano presenti sia AVSc che EuroSCORE II, algoritmo normalmente utilizzato per stimare il rischio di complicanze (es. mortalità) dopo un intervento cardiochirurgico.

In conclusione, in questo studio dimostriamo per la prima volta che l'AVSc è un predittore indipendente di mortalità a breve termine dopo rivascolarizzazione del miocardio e che una strategia di stratificazione del rischio basata sull'AVSc, in aggiunta all'EuroSCORE II, può consentire un migliore riconoscimento dei pazienti ad alto rischio di mortalità a breve termine dopo by-pass coronarico.

 

J Clin Med. 2019 Aug 5;8(8). pii: E1172. doi: 10.3390/jcm8081172.
PMID: 31387275

 

Contatti:
Damiano Baldassarre, damiano.baldassarre@unimi.it

 

 

30 agosto 2019
Torna ad inizio pagina