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Placche carotidee e IMT della carotide comune migliorano la predizione e/o riclassificazione del rischio cardiovascolare

Rischio cardiovascolare

La stima del rischio per malattia cardiovascolare (CVD) è rimasta “subottimale” persino dopo l'introduzione degli algoritmi per il calcolo del rischio cardiovascolare globale. Ciò ha promosso la ricerca di ulteriori biomarcatori come il cIMTmax (spessore della placca più grande rilevata nell'intero albero carotideo) e il PF CC-IMTmean (spessore del complesso medio intimale della carotide comune misurato in zone libere da placca). Considerate singolarmente, entrambe queste variabili sono state associate all'incidenza di malattie cardiovascolari, ma la loro complementarità nella previsione/riclassificazione del rischio cardiovascolare è ancora oggetto di discussione. Nel presente studio, entrambe queste variabili sono risultate essere predittori indipendenti di eventi cerebrovascolari e coronarici. Nell’analisi di riclassificazione, il PF CC-IMTmean migliorava, in modo significativo, la riclassificazione effettuata sulla base dei Fattori di Rischio del Framingham ed il cIMTmax e viceversa. Questi risultati permettono di concludere che nella previsione/riclassificazione del rischio cIMTmax e PF CC-IMTmean, forniscono informazioni additive e complementari e che pertanto le stesse dovrebbero essere utilizzate contemporaneamente e non come variabili “alternative”. Si conclude inoltre che una strategia di stratificazione del rischio basata sulla valutazione concomitante di queste due variabili, in aggiunta alle informazioni derivate dai fattori di rischio vascolare, è un approccio razionale per identificare meglio i soggetti che devono essere trattati con interventi farmacologici e/o sullo stile di vita come dieta, cessazione del fumo ecc.

 

Atherosclerosis. 2017 May 19. pii: S0021-9150(17)30226-5.
doi: 10.1016/j.atherosclerosis.2017.05.023. [Epub ahead of print]
PMID: 28602434

 

Contatti:
Damiano Baldassarre, damiano.baldassarre@unimi.it

23 giugno 2017
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