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Prevalenza di anticorpi anti-fosfolipidi e associazione con aterosclerosi subclinica e aterotrombosi nella popolazione generale

IMT measurements

I dati sono espressi come numerosità (%) o mediana (intervallo interquartile) m: mediana; aPL: anticorpi antifosfolipidi; HT: alto titolo; aCL: anticorpi anti-cardiolipina; aGPI: anticorpi anti-β2-glicoproteina I; aSP: anticorpi anti-serina/protrombina; IMT: spessore medio intimale carotideo; avg: media; ICCAD: diametro inter-avventizia dell'arteria carotide comune; AMI: infarto miocardico acuto; PA: arteriopatia periferica. = p<0.05 rispetto ai soggetti aPL negativi.

 

 

Gli anti-fosfolipidi (aPLs) sono un gruppo eterogeneo di autoanticorpi, che possono determinare la sindrome omonima. Si ritiene che le manifestazioni cliniche della sindrome aPL, principalmente eventi trombotici, siano associate all'attivazione endoteliale mediata da aPL. Tuttavia, non è stato ancora chiarito se tale attivazione endoteliale possa essere implicata nello sviluppo dell'aterosclerosi o contribuire all'aterotrombosi.

Per rispondere a questa domanda, ci siamo avvalsi del CA.ME.LI.A (CArdiovascular risk, MEtabolic syndrome, LIver and Autoimmunity), uno studio trasversale che ha coinvolto 2555 soggetti di età compresa tra i 18 e i 75 anni, selezionati casualmente dalle liste elettorali della città di Abbiategrasso nel 2009.

In un sottogruppo di 1712 soggetti, abbiamo valutato:

1) la prevalenza di anti-fosfolipidi nella popolazione generale adulta, in particolare anticorpi anti-cardiolipina (aCL), anti-β2 glicoproteina I (aGPI) e anti-fosfatidilserina/protrombina (aSP)

2) la correlazione con l'aterosclerosi subclinica, valutata in termini di spessore medio intimale carotideo (IMT) e di diametro inter-avventizia dell'arteria carotide comune (ICCAD)

3) l'associazione con eventi cardiovascolari (infarto miocardico acuto, ictus e vasculopatia arteriosa periferica obliterante).

La prevalenza totale di aPL (definita come positività per almeno un anticorpo aPL) nella popolazione generale era del 15%, senza differenze di sesso, ma con tassi più elevati nei soggetti più anziani. Inoltre, i soggetti aPL positivi avevano più frequentemente placche aterosclerotiche e valori più elevati di IMT carotideo e ICCAD.

Nel complesso, gli eventi cardiovascolari erano più frequenti nella popolazione aPL positiva (13,2% rispetto al 8,3% riscontrato nei soggetti aPL negativi, p = 0,012). È interessante notare che nei soggetti aPL positivi la prevalenza di arteriopatia periferica era quasi doppia rispetto ai soggetti aPL negativi (6,6% vs 3,4%).

Inoltre, nei soggetti ad alto rischio, cioè quelli con Framingham Risk Score >20, e/o diabete, e/o BMI >35, la presenza di aPL si associava al più alto rischio di eventi cardiovascolari.

Questi risultati suggeriscono che l'aterosclerosi subclinica e gli eventi cardiovascolari sono più frequenti in presenza di aPL, soprattutto nei soggetti a più alto rischio cardiovascolare.

 

Int J Cardiol. 2019 Nov 5. pii: S0167-5273(19)32822-0. doi: 10.1016/j.ijcard.2019.10.042. [Epub ahead of print] PMID: 31757648

 

Contatti:

Damiano Baldassarre, damiano.baldassarre@unimi.it

18 dicembre 2019
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