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Fisiologia della cellula T  

 

Fisiologia della cellula T

 

Il sistema immunitario protegge l’organismo dai patogeni preservando i tessuti. Elementi regolatori fondamentali sono le cellule T, caratterizzate da recettori di superficie (TCRs) polimorfici. L’adenosina-trifosfato (ATP) è la fonte di energia chimica per la maggior parte delle funzioni cellulari ed è anche rilasciata dalle cellule eucariote nello spazio extracellulare, dove funziona come molecola segnale mediante l’attivazione dei recettori purinergici P2. Studiamo la regolazione purinergica della cellula T. I recettori purinergici si dividono in canali cationici non selettivi (definiti P2X) e in recettori associati a proteina G ​​ (definiti P2Y). Nella cellula T il recettore P2X7 è il sottotipo maggiormente espresso; la sua stimolazione influisce profondamente sulla risposta e sul metabolismo della cellula T. L'inibizione di P2X7 determina l’anergia della cellula T e favorisce la polarizzazione della cellula CD4 naive verso il fenotipo T regolatorio immunosoppressivo. Al contrario, la stimolazione prolungata o l’alta concentrazione di ATP determina l'apertura di un poro permeabile a molecole di peso molecolare fino a 900 Da e la morte cellulare. Stiamo caratterizzando il ruolo di P2X7 nell'omeostasi delle cellule T e dell'immunità adattativa in diverse condizioni fisiologiche e patologiche. In particolare, stiamo studiando il ruolo di P2X7 nel metabolismo della cellula T, nella regolazione del sistema linfoide associato all’intestino e nella modulazione dell’immunità mucosale.

 

- La cellula T nella regolazione della barriera emato-encefalica

La migrazione delle cellule T nel parenchima cerebrale attraverso la barriera emato-encefalica (BEE) costituita da astrociti e cellule endoteliali rappresenta un aspetto patogenetico cruciale in diverse malattie neuroinfiammatorie. Tra le molecole secrete dagli astrociti, l’ATP costituisce un segnale fondamentale. Il contatto con l’astrocita induce l'espressione nella membrana plasmatica della cellula T della ectonucleoside trifosfato difosfoidrolasi CD39 e della ecto-5'-nucleotidasi CD73. L’azione combinata di questi due enzimi genera adenosina, che promuove la permeabilità della BEE. Studiamo questo circuito regolatorio che potrebbe avere importanti implicazioni patogenetiche nella sclerosi multipla e in altre condizioni neuroinfiammatorie.

 

- Immunità mucosale nella patogenesi della sindrome di Omenn

Il topo con mutazione ipomorfica Rag2R229Q/R229Q costituisce un fedele modello sperimentale della sindrome di Omenn (SO), una rara immunodeficienza primaria con manifestazioni autoimmuni. Nella SO e più in generale nei pazienti con immunodeficienza, cicli protratti di terapia antibiotica influenzano il commensalismo mucosale e possono generare disbiosi con conseguente alterazione immunopatologica dell’intestino. La caratterizzazione del microbioma e della risposta immunitaria adattativa locale in questi animali permetterà d’ipotizzare nuovi protocolli terapeutici per i pazienti con SO.

 

Contatti

Prof. Fabio Grassi

 

Ubicazione

Fondazione Ingm, via Francesco Sforza,35  - 20122 Milano, Italia

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